Social blogging: all’arrembaggio!

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Spaventati dalla magagna “cookie” siete tentati di chiudere il vostro blog? Niente paura: se non siete abbastanza confident con la nuova normativa e non volete correre rischi, per voi c’è un’alternativa: il social blogging. Esistono 3 piattaforme interessanti che si occupano di social blogging attualmente e sono Medium, Linkedin Pulse e Google Plus.

Partiamo con Google Plus, che per la possibilità di inserimento di caratteri illimitati all’interno di un post, si presta molto bene alla stesura di blogpost, più che di semplici aggiornamenti di stato; inoltre con la nuova funzionalità Raccolte, è possibile raggruppare i post, così che i follower trovino i contenuti più facilmente. Con la stessa funzione è anche possibile condividere rapidamente i contenuti con una url dedicata. L’unico vero problema riguardo al blogging, per quanto riguarda Google Plus, è che non è possibile inserire elementi esterni in determinate parti del testo, se non come allegati.

Un’altra alternativa più che valida è Pulse, il blog di Linkedin. Interessantissimo in quanto i CEO delle grandi aziende spesso deliziano i followers con post dettagliati. Per ora la funzione Pulse e quindi blogging è disponibile solo per i profili in lingua inglese, ma cambiando nelle impostazioni la lingua, da italiano ad inglese, si può immediatamente iniziare a dare vita al proprio blog. L’interfaccia è semplice e pulita ed impostata per la condivisione rapida; in più i contatti della tua rete ricevono automaticamente una notifica quando pubblichi un post sul tuo blog. Da non sottovalutare il sistema di analisi dati e statistica fornito, che permette di monitorare a dovere l’andamento del blog e dei post.

Parliamo infine di Medium, nato dagli sviluppatori di Twitter. E’ un social network che nasce appositamente per i blogger e web writer, e lo si capisce da un’interfaccia particolarmente pulita, con sfondo bianco e caratteri bianchi e ben definiti che ne rendono la fruizione immediata e godibile. Di Medium è disponibile anche un’app molto riuscita.

Se la storia dei cookie non vi va giù, ma volete comunque continuare a condividere col vostro “uditorio” il vostro punto di vista, non vi resta che provare una di queste soluzioni! Certo, avere un blog personale è sicuramente più soddisfacente ma a volte la pena scendere a compromessi. E poi parliamoci chiaro: se non siete degli “smanettoni”, potreste anche non accorgervi della differenza tra una piattaforma wordpress ed un social 😉

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